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In Calabria, l'unione fra un'uva molto locale e una internazionale dà buon vino

Lun, 17/10/2011 - 08:38 - F G
Il riuscito matrimonio fra un vitigno autoctono e uno internazionale

Oggi parliamo di un vino rosso proveniente dalla Calabria. Un vino che è il risultato dell'unione fra un'uva prettamente locale - come il gaglioppo - con il merlot, uno dei vitigni più diffusi al mondo.

Ci sono uve che sembrano nate per viaggiare. Si adattano ai climi settentrionali freschi e umidi come a quelli meridionali caldi e secchi. E dovunque siano piantate riescono a dare risultati buoni - o almeno discreti.

Il merlot è l'esempio classico di questo tipo di uve, non a caso chiamate “internazionali”. E per la sua versatilità è uno delle tre varietà più piantate al mondo.
Il gaglioppo è un esempio di uva di tipo opposto. Quelle che nel corso del tempo hanno stabilito con il loro territorio una simbiosi tanto profonda che - se vengono portate altrove - perdono gran parte delle caratteristiche che le rendono desiderabili.

Così è quasi sconosciuto fuori dalla Calabria. Fino a pochi anni fa si pensava che fosse uno dei vitigni portati in Italia dagli antichi coloni greci. E quindi che almeno una volta, anche se più di duemila anni fa, avesse viaggiato.

Macché.

Recentissimi studi sul Dna hanno chiarito che il gaglioppo non si è mai mosso. ネ nato proprio qui, da un antico incrocio fra il sangiovese e il mantonico bianco. Un'uva - se possibile - ancora piùstrettamente locale del gaglioppo stesso.

Il gaglioppo tende a dare vini di grande personalità. Vini potenti, di carattere un po' rustico, che spesso hanno bisogno di un lungo invecchiamento per ammorbidirsi.

Cosa succede quando lo mettiamo insieme a un'uva cosmopolita, e tipicamente morbida e “piaciona” come il merlot?

Se facciamo le cose per bene può succedere che otteniamo un vino come questo “Gocce di Frisio” 2009 di Termine Grosso.

Il nome dell'azienda coincide con quello di una località del comune di Roccabernarda, in provincia di Crotone. Non a caso, perché è ciò che rimane di un antico latifondo. Una vasta azienda agricola che ancora oggi si estende su qualcosa come 700 ettari di terreni agricoli, pascoli e boschi.

I vigneti occupano una piccola parte della proprietà - poco più di sette ettari - e la cantina è un'aggiunta molto recente.

Ma vini come questo sono una testimonianza della passione e della serietà del lavoro.

Il profumo è avvolgente, speziato.

E in bocca è un vino potente ma di ammirevole equilibrio. Fresco, rotondo e persistente.

Un vino insolito e perfetto per accompagnare piatti come una bistecca alla griglia, o un arrosto di manzo. Oppure per formaggi a pasta dura come un pecorino stagionato o il parmigiano reggiano.