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San Colombano, il vino milanese

Dom, 18/12/2011 - 09:57 - Flavio Grassi
La storia di una collina che per amore del suo vino ha voluto diventare un'isola

Oggi vi racconto la storia di una collina che per amore dei suoi vini ha scelto di diventare un’isola.

È la collina di San Colombano al Lambro. Che, bisogna, dirlo, non è che sia proprio un rilievo imponente. Arriva al massimo a 170 metri sul livello del mare. Una specie di ruga lunga sette chilometri, con una larghezza di un paio di chilometri. Ma per quanto modesta, piantata com’è nel bel mezzo della della piattissima bassa lodigiana, una quarantina di chilometri a sud di Milano, fa il suo effetto. E nei secoli in cui un’altura dalla quale dominare un orizzonte allargato era una risorsa strategica fondamentale, la collina di San Colombano è stata più volte contesa a suon di battaglie. Soprattutto, per quanto ci riguarda, è interessante il fatto che, come quasi sempre succede dove c’è una collina con un terreno favorevole, da più di mille anni a San Colombano si fa vino.

Un vino che nel corso del tempo si è fatto conoscere come “Il vino di Milano” perché, con tutta la pianura che lo circonda il comune che occupa buona parte della apparteneva da sempre alla provincia di Milano. E nel 1995, quando è stata creata la provincia di Lodi, nonostante la posizione centrale nel territorio di questa, gli abitanti di San Colombano con un referendum hanno scelto di rimanere nella vecchia provincia, dal cui confine il paese dista una quindicina di chilometri. Così il San Colombano continua a essere «l’unico vino Doc di Milano».

Il vino è prodotto da una quindicina di cantine. Sono per lo più rossi fatti con le uve che troviamo anche nell’Oltrepò Pavese: croatina, barbera e uva rara.

Sono vini da bere giovani, come questo Ambroeus 2010, fresco e fragrante, ma anche adatti all’invecchiamento, come questa Riserva 2001 prodotta dalla stessa cantina, Pietrasanta, un vino robusto e decisamente interessante.

Cercateli. Questi o quelli degli altri produttori. Vista l’estensione del territorio, le quantità sono limitate, quindi non li trovate proprio dovunque. Ma vale la pena di fare uno sforzo perché, oltre a essere buoni sono vini particolari, frutto di una tradizione locale con caratteri ben distinti e riconoscibili.

E poi, non capita mica tutti i giorni di bere i vini di un’isola di terraferma.

San Colombano Doc Rosso
Riserva 2001
Pietrasanta

Rosso rubino brillante con sfumature granata. Profumo intenso e avvolgente di spezie e frutti di bosco con sfumature di tabacco. Gusto pieno e morbido ma, nonostante i dieci anni dalla vendemmia, conserva una notevole freschezza. Persistente finale di frutta matura con accenni speziati.

Info: www.sancolombanodoc.it