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Un vino pugliese di straordinario equilibrio

Mar, 25/10/2011 - 15:08 - Flavio Grassi
Puglia Igt Nero di Troia «Lui» 2008





Oggi vi parlo di uno straordinario vino pugliese che ci dimostra due cose.

Primo, che è ora di consegnare alla storia l’idea tradizionale dei vini pugliesi forti e schietti ma non molto eleganti.

Secondo: non è affatto detto che per trovare vini di qualità dobbiamo sempre affidarci a etichette che esibiscono una denominazione di origine controllata, o magari controllata e garantita.

Questo lui 2008 della Cantina Albea di Alberobello è etichettato come Puglia Igt, quindi con una semplice Indicazione geografica tipica che, nella teorica «piramide della qualità», come chiamano un po' pomposamente il sistema delle denominazioni, sarebbe appena un gradino sopra gli anonimi vini da tavola.

Ma non sono molti i vini Doc e Docg - pugliesi come di altre regioni - capaci di reggere il confronto con questo vino.

È fatto con uva di troia, o nero di troia, come è anche chiamata, una delle varietà più tipiche della Puglia settentrionale e centrale.

È un’uva di origini molto antiche. Non si sa se il nome derivi dalla città della guerra di Troia oppure dalla cittadina in provincia di Foggia che ha lo stesso nome.

Poco importa. Quello che conta è che si tratta di uno di quei vitigni che nel tempo hanno stabilito una simbiosi perfetta con il loro territorio. Così, mentre fino a qualche tempo si usava per produrre grandi quantità di onesti vini da taglio - quelli per cui era appunto nota la Puglia - appena i viticoltori hanno cominciato a imbrigliare un po’ la sua esuberanza con rese per ettaro più contenute, si è dimostrato capace di dare vini di una straordinaria finezza.

Come questo lui 2008, appunto. È un vino di grande equilibrio e armonia, potente ma senza esagerare.

Anche nell’alcol: abituati come siamo ormai a vedere vini da 14, 15 gradi e anche più, un rosso da 13 gradi e mezzo è di un’ammirevole sobrietà.

L'unico dettaglio che mi sentirei di criticare un po' non riguarda il vino ma la confezione: la scelta di usare una bottiglia da 1,2 kg. È uno spreco di vetro di cui un vino come questo non ha proprio bisogno per dimostrare la sua importanza.