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Un Brunello di Montalcino che incanta

Gio, 22/03/2012 - 23:41 - Flavio Grassi

Oggi parliamo di Brunello di Montalcino, un grande vino fra i più noti e apprezzati in Italia e nel mondo.

È un vino davvero speciale, frutto di una combinazione unica fra diversi elementi.

Il primo è l’uva.

Il brunello, che dà al vino la prima parte del suo nome. Che in realtà non è altro che sangiovese, l’uva nera più diffusa nei vigneti italiani.

Un tempo si pensava che il brunello fosse una particolare variante di sangiovese, chiamata “sangiovese grosso” per i suoi acini più grandi del normale. Oggi però è accertato che brunello è semplicemente un nome locale del sangiovese.

Molto più importante delle caratteristiche genetiche dell’uva, è il luogo.

Che Montalcino sia un posto speciale lo si capisce vedendolo. I panorami di questo angolo della provincia di Siena sono indimenticabili.

La collocazione e la conformazione del terreno danno a Montalcino un clima più caldo e più secco rispetto alle altre grandi zone vinicole della Toscana, con brezze notturne che puliscono l’aria e producono le ampie escursioni di temperatura che aiutano le viti a concentrare aromi negli acini.

Ma i vigneti non sono tutti uguali. Cambia l’altitudine, che va da 150 a 500 metri sul livello del mare. Cambia la composizione del terreno. Cambia l’esposizione, e quindi la quantità di sole che ricevono le viti. E due vini fatti con le uve di vigneti a poche centinaia di metri uno dall’altro possono essere diversissimi fra loro.

E in più c’è l’intervento umano.

Il disciplinare di produzione della Denominazione di origine controllata e garantita stabilisce che il Brunello di Montalcino può uscire dalla cantina solo dal quinto anno dopo la vendemmia, con un affinamento in botti di rovere di almeno due anni.

Perciò ciascun produttore può imbottigliare il vino dopo i due anni minimi, ma anche lasciarlo nelle botti per tre o quattro anni. E può usare le botti tradizionali di grandi dimensioni oppure le piccole barrique. O una combinazione delle due.

Terreni, microclimi, vinificazione, affinamento: sono tutte variabili che contribuiscono a fare di ogni Brunello di Montalcino un vino a sé. Ci sono Brunello più potenti e profumati e altri che puntano più sull’eleganza e l’equilibrio. In alcuni sentiamo tutta forza dei tannini dell’uva, altri sono ammorbiditi dall’affinamento in botti piccole.

Poi ci sono Brunello come il “Donna Olga” 2006 che racchiudono un po’ tutte queste qualità insieme. Forza, eleganza, freschezza, sono in un equilibrio che incanta, così come sono incantevoli i profumi, dai fiori al tabacco, passando per frutti e sottobosco...

Che vi posso dire. Sarà anche che sento nel vino il tocco femminile della produttrice, Olga Peluso Centolani, ma di Donna Olga mi sono innamorato.

Brunello di Montalcino Docg 2006
Donna Olga
Località Friggiali
Montalcino (Si)

Il colore è un rosso granata profondo e brillante. Profumo intenso, elegante e complesso. Note floreali di rosa e violetta appena recise e fragranze fruttate di ciliegia e mora su uno sfondo avvolgente di spezie, tabacco, muschio di sottobosco. In bocca tutte le componenti sono in grande equilibrio. Corposo senza esagerare. Con un tannino che rivela la sua presenza senza asprezze e l’alcol che dà rotondità senza eccessi di calore, mentre la marcata acidità si manifesta con una freschezza che coinvolge tutto il palato. Intensi gli aromi di cioccolato, frutti di bosco, spezie, e interminabile la persistenza del finale, che poi si spegne gradualmente senza che si spezzi l'equilibrio.

Prezzo indicativo in enoteca: 46 euro.